
L’iter legislativo e giuridico della postura: linee guida e assenza di protocolli
Nel panorama mondiale delle discipline sanitarie e olistiche, il tema della postura e delle sue correlazioni con disturbi o patologie è oggetto di dibattito formale. Il lavoro portato avanti con Concept OG si colloca nell’ambito del fitness e del wellness, introducendo l’analisi della variabile meccanica del peso della testa e attingendo a principi derivati da ambiti come l’arte, la robotica e la meccanica.
Inquadramento scientifico e linee guida ministeriali
Sul piano strettamente scientifico, non è stato finora dimostrato un nesso causale diretto secondo cui un’alterazione posturale sia la causa primaria di una patologia. Esistono infatti individui con asimmetrie o posture precarie che non presentano alcuna sintomatologia. Nonostante ciò, la prassi comune vede frequenti consulti presso figure mediche, odontoiatriche od olistiche per problematiche legate alla postura.
L’evoluzione normativa dell’argomento mostra passaggi significativi:
- Linee guida del Ministero della Salute (2011): recependo gli orientamenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Ministero ha fissato i primi criteri in merito alla correlazione tra occlusione e postura.
- Dibattito tecnico-scientifico (2015): sono comparsi articoli di approfondimento sull’efficacia e sui limiti degli esami diagnostici posturali, evidenziandone in diversi casi il rischio di falsi positivi o falsi negativi.
- Aggiornamenti normativi (2018): le nuove linee guida ministeriali hanno introdotto ulteriori concetti, alcuni dei quali presentano affinità con i principi del Meccanismo che Sostiene Corpo e Psiche.
Assenza di protocolli uniformi e distinzione dei ruoli
A fronte di questo quadro, emerge una distinzione fondamentale tra il campo medico-sanitario e l’applicazione di discipline biomeccaniche extra-sanitarie. Quando la valutazione della postura viene proposta in ambito medico in assenza di protocolli scientifici univoci e validati, l’utente può non ricevere un’informazione del tutto trasparente sullo stato reale della ricerca.
A differenza della figura del “paziente”, che si affida al medico presupponendo l’esistenza di un protocollo validato, la relazione nell’ambito del benessere e del fitness si struttura con un “cliente” pienamente informato sulla natura meccanica e non medica della consulenza ricevuta.
La vertenza legata ai bite posturali e alla DCCM
Mentre l’impiego di bite o dispositivi per la modifica posturale è stato storicamente praticato da diversi operatori, la vicenda riguardante Maurizio Formia ha assunto un carattere di singolarità. L’attenzione si è concentrata sull’ipotesi di trattamento della cosiddetta Disfunzione / Disordine Cranio-Cervico-Mandibolare (DCCM), una condizione la cui esatta classificazione clinica rimane complessa e dibattuta.
Il contenzioso nasce anche dalla constatazione che tesi ed elementi legati alla scoperta del Meccanismo OG siano stati oggetto di riprese non attribuite o non autorizzate all’interno di pubblicazioni della letteratura scientifica. Da qui la scelta netta di prendere le distanze dalle prassi sanitarie tradizionali della postura e di delimitare il campo dell’applicazione meccanica e del fitness strutturale.
(cit. fisiobalance.it)
https://maurizioformia.it/copie-di-contenuto
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