
Perché anche i campioni “si consumano”? La variabile nascosta dello sport: il peso della testa
Ci si potrebbe chiedere: se gli atleti olimpici hanno un Disequilibrio Meccanico Abituale per lo sforzo a sostenere la testa, allora dovremmo volerlo anche noi?
Niente di più falso.
I campioni hanno spesso disequilibri lievi, che nell’immediato non compromettono la prestazione (infatti sono i primi al mondo) ma a lungo andare questo piccolo errore meccanico “consuma” il corpo e ne erode la resistenza.
La differenza tra una carriera breve e una leggendaria
Cosa succede a un atleta con un Disequilibrio Meccanico Abituale, seppur lieve? Semplice: la sua carriera agonistica durerà meno rispetto a chi gode di un reale Equilibrio Meccanico.
Prendiamo dei casi concreti:
- Novak Djokovic: Ha una carriera lunghissima e ad altissimi livelli perché è estremamente vicino all’Equilibrio Meccanico del corpo (e, a mio parere, con un’alimentazione diversa sarebbe ancora il numero uno).
- Jannik Sinner: Pur essendo un fuoriclasse, rischia di avere davanti a sé un numero inferiore di anni da numero uno.
- Tadej Pogačar: Ha un’aspettativa di carriera ai massimi livelli decisamente superiore rispetto a un talento come Fabio Aru, costretto al ritiro ad soli 30 anni.
Tadej Pogacar ha un lieve disequilibrio della testa, lo identifico come il disequilibrio dei fuoriclasse:
Giulio Ciccone è un campione italiano ma gli manca qualcosa rispetto a Pogacar…..
intanto la variabile che noi identifichiamo è un differente Disequilibrio Meccanico Abituale della testa:
Sarà questo il motivo di questa differenza tra i due atleti?
Il Disequilibrio del fuoriclasse di Sinner. Confrontiamolo con il Disequilibrio di Berrettini:
Non notate analogie tra Disequilibri di atleti di diverse specialità?
Potremmo andare avanti all’infinito.
Per completezza riportiamo il Disequilibrio di Fabio Aru:
Termino questa rassegna con Djokovic; Disequilibrio Meccanico Abituale lieve ma il più “DRITTO” tra tutti:
Lo stesso vale nel mondo dei motori, dello sci, del calcio, ….di tutte le specialità: se dovessi scegliere un pilota di Formula 1, valuterei la variabile “fuoriclasse”, ma se avesse un disequilibrio accentuato, sarebbe inevitabilmente un atleta problematico sul lungo periodo.
Il vero ostacolo per chi vuole diventare un campione
Moltissimi atleti hanno tutte le carte in regola per essere dei fuoriclasse, ma non riescono a raggiungere il traguardo. Il motivo? Un disequilibrio meccanico non lieve dovuto allo sforzo quotidiano per sostenere il peso della testa, toglie loro la forza fisica e, di conseguenza, quella emotiva.
Per questo motivo consigliamo a ogni atleta, professionista o amatore, di verificare e correggere il proprio Disequilibrio Meccanico Abituale.
Al netto della preparazione atletica, della nutrizione e della medicina tradizionale, ci proponiamo come un nuovo paradigma: una variabile innovativa capace di fare la differenza nello sport, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni.
— Formia Maurizio (CONCEPT OG®)













