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Questione POLITICA: inizia la macchina del fango

Maurizio Formia Marzo 1, 2026

Questione POLITICA: inizia la macchina del fango

Se vivi in questo pianeta e scopri qualcosa che fa stare meglio le persone e la pubblichi, preparati a vivere un incubo.

Sono noti i casi di persone che hanno aiutato la gente e hanno fatto una brutta fine; anche nel terzo millennio, purtroppo e a nostro avviso, gran parte del mondo scientifico e accademico e di riflesso parte dei rappresentanti delle Istituzioni, “votano ancora per Barabba”.

Se la parte politica che ti porta in Parlamento si trova in quel momento in opposizione, la questione diventa POLITICA.

Avevo fatto 4 denunce per denunciare chi mi diffamava, chi mi copiava e contro chi non mi aveva mai fornito cure per quella che, ancora oggi, non è una malattia presente nell’elenco delle malattie conosciute ma resa “malattia” per affondare il coltello contro di me.

Musicista inventa una protesi: a processo (La Stampa) che anni prima scriveva “Vertigini e Acufeni, colpa dell’asimmetria, la conferenza sul Meccanismo che Sostiene Corpo e Psiche a Pisa”.

Il mio libro pubblicato dal Gruppo Editoriale L’Espresso (gruppo Repubblica) vende oltre diecimila copie, senza pubblicità.

Giornale locale del gruppo di Repubblica che mi pubblica il libro da anni:” Pubblica in rete i dati di un paziente, condanna per il musicista”…

A fronte di questo teatrino permesso dalle Istituzioni (link a fine articolo), mi trovavo a dover difendermi dalla guerra scatenata contro di me per, di fatto, rubare ciò che avevo scoperto…

I dati del paziente non erano dati del paziente ma una mail che dimostrava che questa persona, un fisioterapista (non era una persona a caso) non era mia paziente (non essendo medico non ho pazienti ma clienti) e sempre questa persona aveva creato un sito dove vendeva alcune mie tesi spacciandole per sue.

Mi denunciò per diffamazione. Venni assolto.

Il fatto di dover difendermi sul web perchè per me all’epoca era politicamente impossibile difendermi utilizzando la magistratura che era palesemente e POLITICAMENTE contro di me e tutelava (giustamente, ma a mio avviso non in questo caso) l’istituzione medica, mi portò ad essere giudicato dallo stesso giudice che già doveva giudicare sul procedimento contro di me da parte dell’ANDI e dell’Ordine dei medici.

Peccato nessun “media” avesse mai riportato la vera vicenda ovvero: questo ragazzo (Maurizio Formia), che non è un odontoiatra per passione (questa dovrebbe essere diffamazione) ma un cittadino che ha fatto una scoperta sulla fisica del corpo umano e che ha risvolti anche sulla salute, ha scoperto una cosa che viene ripetutamente copiata in ambito medico SENZA PROTOCOLLI, questa doveva essere la notizia….invece..

la gogna mediatica e la macchina del fango hanno posto l’accento sull’anello debole ovvero il cittadino cioè io.

Avevo ragione. Quel fisioterapista “ex paziente” mi stava copiando. Come avrei potuto dimostrarlo se non citando una sua mail che dimostrava che era mio cliente e che la mia consulenza era svolta in ambito professionale con fatturazione regolare a dimostrare che lo Stato incassava le tasse ed era il mio “azionista di maggioranza”?

In breve è come se per sventare il furto di un ladro lo rincorreste sul giardino di un vostro vicino e veniste giudicati per la violazione della proprietà privata.

Questi e molti altri, i paradossi che ho vissuto per aver scoperto un fenomeno fisico-meccanico che funziona.

Inutile raccontare la questione della disciplina della mia scoperta in quanto dopo 2 richieste di archiviazione, persino dalla Procura Generale con fascicolo avocato alla Procura Generale (noi comuni mortali non riusciremmo mai a farci avocare un fascicolo in archiviazione), ho subito un’imputazione coatta, un processo viziato rifatto e ho dovuto rinunciare alla prescrizione (un mio diritto) per far sì che la mia scoperta venisse tutelata. Facendo Giurisprudenza nel merito della questione.

Se non è POLITICA questa!

Io e alcuni giuristi molto ferrati, riteniamo che il cittadino non deve essere usato per fare giurisprudenza.

Maurizio Formia